14° Festival popolare della fotografia
OLBIA, 29 Novembre - 14 Dicembre 2025
Comunicato stampa Goffredo Guiso, fotografo in Nuoro, Mostra fotografica
L’associazione Argonauti, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato alla cultura e il patrocinio dell’Istituto Etnografico della Sardegna, ha recuperato l’archivio di Goffredo Guiso, storico fotografo nuorese. Il fondo, di circa 10.000 scatti tra lastre di vetro e pellicole di grande formato è stato ineramamente digitalizzato e verrà donato all’Isre di Nuoro. Il 14 marzo, alle 17:30, a Nuoro, verrà inaugurata una grande mostra che prevede l’esposizione di circa 200 foto, più stampe originali, oggetti, strumenti fotografici. Entro la fine dell’iniziativa, che si chiuderà il 19 aprile, è prevista la pubblicazione di un catalogo. Hanno partecipato al lavoro Marco Loi, autore della digitalizzazione, Francesco Sparacino, che ha acquistato lo studio Guiso facendone la sua abitazione e che detiene fisicamente il fondo, Piero Mura, che si è occupate della revisione dei testi, Paolo Piquereddu, già direttore dell’ISRE ed esperto di antropologia visuale, Luca Rossi, che curerà gli allestimenti, e Altergrafica Olbia, autrice degli elementi scenografici e della grafica. Ha coordinato il progetto Marco Navone. Il lavoro si sviluperà in varie sezioni: Archivio, dove verranno anche accennate la figura di Sebastiano Guiso, padre di Goffredo, fondatore dello studio e di Andreina Rigo, moglie del fotografo e che tenne l’attività fino al 1994 dopo la morte del marito, Volti e Luoghi, con una serie di immagini fuori dallo studio e un repertorio fantastico che raffigura artisti circensi, Costumi, con una serie di fantastiche foto di figuranti in abiti tradizionali, Nudi, genere quantomeno inconsueto nella Nuoro dell’epoca e Ritratti, la sezione più corposa e che contiene immagini che raccontano molti anni della reltà nuorese, con immortalati sindaci, sacerdoti, insegnanti, gente comune.
Completano poi l’esposizione dei pannelli in grande formato con le foto realizzate per i documenti, fatte da Guiso con una maniacale precisione, e un video che riassume altri aspetti del suo lavoro.
Di seguito un testo di Francesco Sparacino che riassume la storia dell’archivio Guiso e un link con una serie di foto tratte da repertorio che sarà esposto.

Lo studio Guiso
Tutto inizia nel 1907, quando Sebastiano Guiso (Nuoro, 1882-1955), che aveva studiato all’Accademia di Brera, apre a Nuoro, nell’attuale via XX settembre, lo studio Camedda-Guiso. Presto l’attività si trasferisce in piazza Vittorio Emanuele, al secondo piano di una bella palazzina dei primi del Novecento sulla cui facciata, prima di alcuni lavori di ampliamento, campeggiava la scritta “STUDIO S. GUISO”. Della produzione di questo importantissimo artista poco rimane, essendo la maggior parte dei materiali andata distrutta. Per caso, oltre a molte cartoline in possesso di diversi collezionisti privati, si sono salvate sessanta foto custodite nel Museo Etnografico di Amburgo, acquisite da Julius Konietzko, etnologo di fama mondiale e collezionista di arte esotica, che nel 1931 sbarcò in Sardegna insieme alla moglie su incarico del Museum für VölkerKunde e di Amburgo per acquistare oggetti etnografici e fotografie di persone in abiti tradizionali, di paesaggi, architettura rurale e oggetti della cultura. A Nuoro incontrò Sebastiano Guisoe acquistò le 60 foto, in cui si ritrovano scatti di uomini, donne e bambini in costume tradizionale e scorci di Nuoro, Dorgali, Macomer, Lodè, Oliena, Mamoiada, Atzara, Bitti, Posada, Sorgono, Ollolai, Ovodda e Aritzo. Dopo una lunga malattia, che lo aveva quasi immobilizzato, Sebastiano muore a Nuoro nel 1955.
Il figlio Goffredo (Nuoro, 1924-1983) raccoglie il testimone del padre e ne porta avanti l’attività, distaccandosi però nettamente dallo stile di Sebastiano e imprimendo alla sua Arte un taglio del tutto personale e originale. Goffredo, infatti, è prima di tutto un ritrattista che sviluppa uno stile assolutamente innovativo, in grado di riflettere gli scenari seducenti del cinema e della televisione.
Goffredo è costantemente alla ricerca di caratteri da immortalare, sempre in giro in sella alla sua amata motocicletta, con la Linhof o la Campagnola sotto braccio. Poi, l’attività all’interno dello Studio dei Giardini: uomini, donne, bambini, giovani, adulti, anziani, tutti immortalati nelle migliaia di fototessere scattate con la magnifica Lu.Pa. a soffietto e cavalletto mobile, utilizzata anche per le decine, centinaia di ritratti e di nudi in interno, i più belli esposti con orgoglio nelle due teche davanti all’ingresso. Lo sviluppo nella camera oscura, posta al piano terra, le notti trascorse per il ritocco dei negativi e la colorazione a mano delle stampe, sempre con al fianco Andreina, l’amatissima moglie, che, dopo la morte del marito, prosegue l’attività fino al 1994.
Andreina Rigo (1929-2019), originaria di Quinto di Valpantena, in provincia di Verona, dopo il matrimonio con Goffredo, celebrato nel 1950, si trasferisce a Nuoro, al fianco del marito, e inizia a condividere con lui la passione per la fotografia. Dapprima come apprendista, diventa poi «piuttosto brava», come si definisce lei stessa in un’intervista rilasciata diversi anni prima di morire. Per i suoi scatti, Andreina utilizza prevalentemente una Voigtlander Color, ancora gelosamente custodita dal figlio Giovanni.
Giovanni, dal quale ho acquistato l’appartamento che un tempo ospitava lo Studio e dove Andreina ha vissuto fino a pochi anni prima della morte, mi ha ceduto l’immenso patrimonio di immagini, stampe fotografiche e negativi, relativo alla produzione artistica dei suoi genitori, oltre a gran parte della dotazione strumentale dello Studio.
Si tratta di migliaia di scatti, quasi 10 mila, che rappresentano un immenso patrimonio, che questa bella mostra si propone, dopo anni di oblio, di valorizzare. È infatti fondamentale che un simile tesoro non vada perduto, sia per mantenere sempre viva la memoria di Goffredo e Andreina, sia per esprimere al massimo le potenzialità del loro importantissimo lascito artistico.
– Francesco Sparacino












