Storie di un attimo 2026

La valigia ritrovata, il Vietnam

Dall’archivio di François Sully

Francois Sully nacque in Francia il 27 agosto 1927; combatté contro i nazisti tra le file della Resistenza francese, rimanendo ferito a Parigi. Dopo la liberazione della capitale, si arruolò nell’esercito francese combattendo contro i nazisti in Germania; in seguito si offrì volontario per il Corpo di spedizione francese, giungendo a Saigon al momento della resa giapponese nel 1945. Congedato a Saigon, Sully tentò la strada della coltivazione del tè e dell’allevamento prima di dedicarsi al giornalismo. Nel 1947 entrò a far parte di Asie du Sud-Est, una rivista francese oggi non più in attività, collaborandovi fino al 1953. Fu incaricato da Time-Life di seguire la battaglia di Dien Bien Phu, riuscendo a fuggire dopo essere rimasto bloccato oltre le linee dei Viet Minh. Nel 1959 passò alla United Press International (UPI). Scrisse articoli per la rivista Time e le sue fotografie furono distribuite dall’agenzia Black Star fino al suo ingresso a Newsweek, avvenuto all’inizio del 1961. Nel marzo del 1962, il presidente del Vietnam del Sud Ngo Dinh Diem, dispose l’espulsione di Sully, ritenendo i suoi reportage “di aiuto al nemico”. Ufficiosamente, Diem intendeva usare l’espulsione come monito per tutti i giornalisti che documentavano i fallimenti della guerra contro i Viet Cong, condotta con il sostegno degli Stati Uniti. Diem fece marcia indietro dopo che la missione statunitense spiegò che l’espulsione avrebbe soltanto aggravato i rapporti, già tesi, con la stampa. Cinque mesi più tardi, tuttavia, nell’agosto del 1962, Sully fu espulso dopo circa diciassette anni trascorsi in Indocina. Il numero di Newsweek del 20 agosto 1962 pubblicò un lungo articolo di Sully intitolato “Viet Nam: The Unpleasant Truth” (Vietnam: la verità scomoda). Dopo l’espulsione, si recò ad Harvard, dove trascorse un anno presso la Nieman Foundation e lavorò nei paesi confinanti con il Vietnam. Tornò alla sede di Newsweek a Saigon dopo il colpo di Stato del novembre 1963 e l’assassinio di Ngo Dinh Diem.

Durante il periodo in cui ricopriva l’incarico di capo dell’ufficio di Saigon per Newsweek, Sully scrisse anche per diverse altre riviste d’informazione, tra cui The Nation e The New Republic. Nel 1967 e nel 1968, realizzò articoli per World News, il servizio di informazione economica della McGraw-Hill, che li distribuiva a testate quali Business Week, Medical World News, Engineering News Record e altre pubblicazioni. Oltre a scrivere articoli e scattare fotografie, Sully scrisse Age of the Guerrilla: The New Warfare (New York: Parent’s Magazine Press, 1968; ristampato da Avon nel 1970) e curò la raccolta We the Vietnamese: Voices from Vietnam (New York: Praeger, 1971).

Sully era una figura di riferimento assoluto, un vero esperto tra i giornalisti presenti in Vietnam. Poteva contare su numerose fonti all’interno dei Viet Minh e dei Viet Cong, nel Palazzo presidenziale di Saigon e tra la popolazione locale di ogni provincia, sia al Nord che al Sud. Parlava diverse lingue e aveva una padronanza fluente di francese, inglese, vietnamita e laotiano.

Sully morì alla fine di febbraio del 1971. Il 23 febbraio 1971 in un incidente aereo. L’elicottero su cui era imbarcato si schiantò durante il decollo e si capovolse. Il velivolo fu immediatamente avvolto da un violento incendio. Sully fu l’unico a essere sbalzato fuori. Sully morì a causa delle ferite riportate nella caduta presso l’ospedale militare da campo di Long Binh. 

Sully aveva un piccolo appartamento a Porto cervo che, dopo la sua morte improvvisa, entrò nelle disponibilità di un avvocato locale, con all’interno molte testimonianze della sua vita, compresa la valigia vietnamita, arrivata a noi casualmente e che contiene foto, diapositive, una fotocamera e un registratore. Le immagini in mostra provengono dalla scansione degli originali e non sono sicuramente attribuibili a lui, forse sono più pezzi di un archivio personale, visto anche il formato (6×6) che non pare coerente con quello che lui usava abitualmente (24×36), ma costituiscono una testimonianza preziosa sul conflitto indocinese, soprattutto tra Viet Minh e francesi.

Location
Museo Archeologico

Periodo di apertura
7 – 15 novembre 2026

Orari
martedì – venerdì 16:30 / 19:30
sabato e domenica 10:00-13:00 / 16:00-19:00
lunedì chiuso

Associazione Argonauti
Politecnico Argonauti Societa dello stucco, Archivio della Memoria
Comune di Olbia
Fondazione di Sardegna
Istituto tecnico Deffenu Olbia biblioteca
Punto Foto Group FWM
PFG Punto Foto Group
Giacomo Altamira Studio